Copenaghen


Dal 24 ottobre al 12 novembre sul palcoscenico del Teatro Argentina torna uno degli spettacoli pluripremiati degli ultimi decenni, Copenaghen di Michael Frayn, messo in scena per la prima volta in Italia nel 1999, 18 anni fa, con lo stesso trio d’eccezione di grandi interpreti, Umberto Orsini, Massimo Popolizio e Giuliana Lojodice, diretti da Mauro Avogadro, una pro­duzione Compagnia Umberto Orsini e Teatro di Roma-Teatro Nazionale in coproduzione con CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia.

 

Un thriller scientifico-politico a tre voci, scritto dall’inglese Michael Frayn, (prima assoluta a Londra al Royal National Theatre nel 1998), che indaga l’incontro avvenuto nel 1941 nella Danimarca occupata dai nazisti, fra i fisici, il danese Niels Bohr, (fondamentali i suoi studi per la struttura atomica e la meccanica quantistica e Premio Nobel nel 1922), e il tedesco Werner Karl Heisenberger, (padre del principio dell’indeterminazione e Premio Nobel nel 1932), al cospetto della moglie del primo, Margrethe. «Penso che sarebbe stato un errore imperdonabile pensare di dar vita ad una Compagnia teatrale che porti il mio nome senza pensare all’opportunità di rimettere in scena uno spettacolo come Copenaghen […] Ecco che riproporre la pièce di Frayn, che insieme a Giuliana Lojodice e Massimo Popolizio ci aveva visti interpreti per la prima volta 18 anni fa, mi è sembrata una scelta obbligata. Spettacolo nato a Udine nel 1999, riproposto con l’ERT in anni lontani a varie riprese di cui l’ultima otto anni fa, recensito dalla totalità della critica in maniera entusiastica, amato da un pubblico sempre numerosissimo, visto come un evento dai teatri delle maggiori città, sorprendente per la costante attualità del tema trattato, che si vorrebbe più di cosìracconta Umberto Orsini, protagonista con Massimo Popolizio e Giuliana Lojodice di un testo divenuto ormai un grande classico del teatro contemporaneo. I tre interpreti di grande spessore, diretti da Mauro Avogadro, ne mettono in evidenza i diversi piani di lettura e le infinite e molteplici sfaccettature psicologiche dei personaggi, per interrogarsi sulla responsabilità morale e politica della scienza.

 

In un luogo che ricorda un’aula di fisica, immersi in un’atmosfera quasi irreale, tre persone, due uomini e una donna, parlano di cose successe in un lontano passato, cose avvenute tanto tempo prima, quando tutti e tre erano ancora vivi. Sono Niels Bohr (Orsini), sua moglie Margrethe (Lojodice) e Werner Karl Heisenberg (Popolizio). Il loro tentativo è di chiarire che cosa avvenne nel lontano 1941 a Copenaghen quando improvvisamente il fisico tedesco Heisenberg fece visita al suo maestro Bohr in una Danimarca occupata dai nazisti. Entrambi coinvolti nella ricerca scientifica, ma su fronti opposti, probabilmente vicini ad un traguardo che avrebbe portato alla bomba atomica, i due scienziati ebbero una conversazione nel giardino della casa di Bohr, il soggetto di quella conversazione ancora oggi resta un mistero e per risolverlo la Storia ha avanzato svariate ipotesi. L’asse portante attorno al quale ruota lo spettacolo è dunque il motivo per cui l’allievo andò a Copenaghen a trovare il suo maestro. Essendo Heisenberg a capo del programma nucleare militare tedesco voleva, in nome della vecchia amicizia, offrire a Bohr, che era mezzo ebreo, l’appoggio politico della Gestapo in cambio di qualche segreto? O al contrario essendo mosso da scrupoli morali, anche se tormentato dalle conseguenze che sarebbero potute ricadere sul destino della sua patria martoriata e che lui amava pur non essendo nazista, tentava di rallentare il programma tedesco fornendo a Bohr, che era schierato con gli alleati, informazioni sull’applicazione dei fondamenti teorici della fissione? Su questi presupposti l’autore dà vita ad un appassionante groviglio in cui i piani temporali si sovrappongono, dando un valore universale alle questioni poste dai protagonisti. Fatto sta che le diverse ipotesi fatte all’epoca vengono qui enunciate una dopo l’altra e quindi vengono messi in scena diversi incontri tra i due fisici, con diversi andamenti. Viene quindi a tradursi metaforicamente, come struttura portante dell’impianto drammaturgico, quel Principio di Indeterminazione e di Complementarietà pronunciati molte volte nella pièce e così determinanti per l’elaborazione della teoria della relatività ad opera di Einstein. Non è possibile una sola verità oppure una sintesi efficace delle diverse verità perché una verità è semplicemente un punto di vista, il punto di vista di chi l’ha enunciata. Tutto è umano, niente è assoluto. Si possono avere solamente risposte indeterminate e quindi la somma degli scenari possibili è ciò vale anche per quell’incontro tra i due fisici. Il Novecento, così come la vita umana sono fatti di tante zone grigie, di tanto silenzio, ma finché esisterà l’uomo si cercherà sempre, in mezzo al vuoto che ci circonda e alla polvere sollevata, la traccia rarefatta di una particella di chiarezza e di verità che, comunque, ci salverà.

Dal 24 ottobre al 12 novembre al Teatro Argentina di Roma

torna  portato in scena da un tris di grandi interpreti: Umberto Orsini, Massimo Popolizio e Giuliana Lojodice. Un thriller scientifico-politico a tre voci dell’inglese Michael Frayn, che da più di 18 anni rapisce gli spettatori: un vero tuffo nel passato per chiarire cosa avvenne nel lontano 1941 quando il fisico Heisenberg fece visita al suo maestro Bohr, alla vigilia del primo devastante uso della Bomba atomica

 

COPENAGHEN

di Michael Frayn

regia Mauro Avogadro

Umberto Orsini Massimo Popolizio

e con Giuliana Lojodice

 

Produzione Compagnia Umberto Orsini e Teatro di Roma – Teatro Nazionale

in coproduzione con CSS Teatro stabile di innovazione del FVG

Si ringrazia Emilia Romagna Teatro Fondazione

 

TOURNÉE COPENAGHEN 2017

14 nov. – Cervignano del Friuli – Teatro Pasolini

15 / 19 nov. – Udine – Teatro Palamostre, Sala P.P. Pasolini

21 nov. – Legnago – Teatro Salieri

22 / 26 nov. – Mestre – Teatro Toniolo

28 nov. – Gorizia – Teatro Verdi

29 nov. – Cittadella – Teatro Sociale

30 nov. – Schio – Teatro Astra

1 dic. – Mantova – Teatro Sociale

2 dic. – Lendinara – Teatro Ballarin

4 dic. – Aosta – Teatro

6 / 7 dic. – Perugia – Teatro Morlacchi

8  dic. – Rieti – Teatro Vespasiano

9 / 11 dic. – Viterbo – Teatro dell’Unione

12 dic. – Castelfiorentino – Teatro del Popolo

13 dic. Cascina – Teatro Politeama

14 / 17 dic. – Pesaro – Teatro Rossini

 

TOURNÉE COPENAGHEN 2018

25 gen. – Vignola – Teatro E. Fabbri

26 / 27 gen. – Cesena – Teatro Bonci

28 / 30 gen. Rimini – Teatro E. Novelli

1 feb. – Ivrea – Teatro Giacosa

2 feb. – Biella – Teatro Sociale

3 / 4 feb. – Lugano – Teatro Lac, sala Teatro

5 / 6 feb. – Locarno – Teatro di Locarno

8 / 11 feb. – Lugo – Teatro Rossini

13 feb. – Cremona – Teatro Ponchielli

14 feb. – Alba – Teatro Sociale

15 / 16 feb. – Massa – Teatro Guglielmi

17 / 18 feb. – Civitavecchia – Teatro Traiano

20 / 22 feb. – Savona – Teatro Chiabrera

23 / 24 feb. – Modena – Teatro Storchi

25 feb. – Sulmona – Teatro Comunale

27 / 28 feb. – Como  – Teatro Sociale

1 mar. – Tortona – Teatro  Civico

2 / 4 mar.  – Pavia – Teatro Fraschini

6 / 7 mar. – Monfalcone – Teatro Comunale

8 / 9 mar. – Correggio – Teatro Asioli

10 / 11 mar. – Figline Val d’Arno – Teatro Comunale Garibaldi

13 / 18 mar. – Genova – Teatro Duse

19 / 20 mar. – Bari – Teatro Petruzzelli

21 / 22 mar. – Foggia – Teatro Giordano

23 / 25 mar. – Barletta  – Teatro Curci

27 / 28 mar. – Teramo – Teatro Comunale

3 / 22 apr. – Milano – Teatro Grassi

25 apr. / 6 mag. – Napoli – Teatro Diana

8 / 9 mag. – Chieti – Teatro Marrucino

 

INFO TEATRO DI ROMA – Teatro Argentina_ Largo di Torre Argentina, Roma

Biglietteria: tel. 06.684.000.311/314 _ www.teatrodiroma.net

Orari spettacolo: prima ore 21 _ martedì e venerdì ore 21 _ mercoledì e sabato ore 19 _ giovedì e domenica ore 17
Ufficio Stampa Teatro di Roma:

Amelia Realino tel. 06.684.000.308 I 345.4465117 _ mail: ufficiostampa@teatrodiroma.net

Ufficio Stampa Compagnia:

Luana Nisi tel 339.6949926 _ mail: luana.nisi7@gmail.com

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